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“That’s WYwomen” - Wyoming Special Tour

Abbiamo dato il titolo all’ itinerario utilizzando uno straordinario gioco di parole ideato dal WYOMING OFFICE OF TOURISM  che integra lo slogan della recente e coinvolgente campagna promozionale dello Stato, “That’s WY”, con la parola “women” e per il quale è stato creato apposito hashtag per condividere su Facebook tutte le storie su questo tema  #ThatsWYwomen     

Nel 1869 il WYOMING divenne il primo territorio degli Stati Uniti a riconoscere il diritto di voto alle donne (ed anche il diritto a ricoprire cariche pubbliche). Tutto questo 20 anni prima di diventare il 44° Stato degli USA e 51 anni prima della ratifica del XIX emendamento alla Costituzione che garantiva il diritto al voto alle donne in tutti gli Stati della Federazione (18 AGOSTO 1920).  Diventa cosi naturale la scelta dell’ “Equality State” (uno dei “nickname” con cui è conosciuto il Wyoming) per una doppia commemorazione: 150 anni del voto alle donne nello Stato e 100° anniversario dello stesso diritto riconosciuto per legge in tutti gli Stati Uniti. Proponiamo quindi un suggestivo itinerario attraverso il Wyoming toccando la sue straordinarie e imponenti bellezze naturalistiche, tra cui il primo Parco Nazionale istituito al mondo e anche il più famoso, lo Yellowstone, e i principali luoghi (siti storici, musei) che rievocano questa conquista femminile e affermano il fondamentale ruolo della donna nella formazione e sviluppo di questo Stato e dell’ America in genere.

  • Attenzione: la presente scheda rappresenta un’idea e non un’offerta di viaggio.
La quota riportata, se non diversamente specificato, si riferisce a sistemazione su base doppia ed è soggetta a possibili variazioni a seconda della disponibilità e del periodo desiderato. Attenzione: la presente scheda rappresenta un’idea e non un’offerta di viaggio. La quota riportata, se non diversamente specificato, si riferisce a sistemazione su base doppia ed è soggetta a possibili variazioni a seconda della disponibilità e del periodo desiderato.
  • Trattandosi di quota “a partire da”, è puramente indicativa del prezzo più basso riportato da catalogo e non necessariamente riferita ad un periodo indicato utilizzando i filtri di ricerca.
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INTRODUZIONE ALL’ ITINERARIO

Si tratta di un fly & drive che può essere tranquillamente abbinato ad altre tappe nei vari Stati che fanno parte del  “The Great American West”, ovvero North & South Dakota, Montana, Idaho e ovviamente Wyoming. Nello specifico è stato scelto un aeroporto ben servito nella regione ovvero Jackson Hole (JAC) presso il quale si ritira anche l’ auto noleggiata con le principali compagnie (gruppo Alamo e Hertz)- I tempi di percorrenza indicati nelle varie tappe sono assolutamente indicativi in quanto, soprattutto all’ interno dei parchi, la velocità di percorrenza è bassissima, sono frequenti i rallentamenti per gli avvistamenti animali ecc…

1° GIORNO:
Arrivo a Jackson Hole Airport

Arrivo a Jackson Airport (JAC) con volo di linea da hub americano (Denver, Chicago, Dallas, Los Angeles…) a sua volta precedentemente raggiunto da volo di linea diretto , proveniente dai principali scali Europei (anche diretto dall’ Italia  nei  4 aeroporti indicati). Ritiro dell’ auto a noleggio, categoria SUV INTERMEDIO tipo TOYOTA RAV4  con Km illimitati, assicurazioni massime, copertura di tutti i guidatori e GPS. Breve tragitto che porta alla cittadina di JACKSON vero gioiello incastonato fra le Rocky Mountains, su cui si affacciano le vette dei Monti Tetons.   

Sistemazione 2 NOTTI , in solo pernottamento, in deluxe room, presso il WORT HOTEL, un “Historic Hotels of America” che ha tutto lo charme, il gusto e lo stile di un tipo di ospitalità oramai rara da trovare e che invece è di casa in questa struttura che ha ufficialmente aperto nell’ estate del 1941. Sono molti i resort degni di nota a Jackson, rinomata in tutti gli Stati Uniti come meta di vacanza sia estiva che invernale, ma il Wort ha sicuramente un appeal difficile da eguagliare, dovuto alla sua gloriosa storia che inizia addirittura nel 1893 quando il suo fondatore Charles Wort arrivò a Jackson dal Nebraska e gettò le basi che spinsero i suoi figli John e Jess, dopo la sua scomparsa, a realizzare il suo sogno con l’ apertura dell’ Hotel.  Sistemazione nelle camere, cena e pernottamento. 

Per la cena il primo consiglio è sicuramente di restare all’ interno del Wort Hotel dove il SILVER DOLLAR GRILL offre un menu straordinario per una cena rigorosamente “western style” (aperto anche a colazione e a pranzo). Sicuramente vale la pena consumare un drink nell’ iconico SILVER DOLLAR BAR , un vero punto di riferimento in città con vasta scelta di cocktail e “draft beers” e ottima musica dal vivo, perfetto per concludere la serata. Per chi desidera uscire, e Jackson è sicuramente invitante, suggeriamo la SNAKE RIVER BREWING, birrificio artigianale detentore di numerosi premi e riconoscimenti a livello nazionale, fondato nel 1994 e gestito dal 2008 da una famiglia del luogo. Ottime le birre prodotte (grazie anche alla straordinaria e purissima acqua della regione) edi vario genere (IPA, lager , stout, pale-ale…).  Grandiosi hamburger e piatti di carne (anche di bisonte, allevato nella zona) ma è servita anche pizza, pasta, insalate…ambiente giovane e informale, con tavoli anche all’ aperto, da provare.


2° GIORNO:
VISITA DI JACKSON - ESCURSIONI SUGGERITE NELLA ZONA

Prima di tutto suggeriamo una camminata esplorativa del downtown di Jackson ricco di pittoresche botteghe di souvenir, gallerie d’arte, negozi di abbigliamento tecnico per la montagna, “western gift & clothing”. L’ area di JACKSON TOWN SQUARE  è il cuore del centro, con i suoi 4 spettacolari archi di accesso formati da centinaia di palchi di corna di cervo raccolti nel vicino NATIONAL ELK REFUGE (10.000 ettari di area protetta dove stazionano decina di specie di mammiferi , in particolare oltre 5000 cervi che vengono qui a svernare e sono facilmente avvistabili, da novembre ad aprile, lungo la Refuge Road).

Jackson ha una storia millenaria; a 11.000 anni fa risalgono le tracce dei primi insediamenti paleo-indiani e la valle (“hole”), lunga circa 80 km, è stata costantemente abitata (in estate) dalle tribù native Shoshoni, Arapaho, Crow, Blackfoot ed altri gruppi nomadi che approfittavano della ricchezza di selvaggina di questa regione per il proprio sostentamento. Le prime tracce di “uomini bianchi” si hanno con i primi anni dell’ 800; esploratori, trapper, cacciatori di pellicce furono i primi ad avventurarsi in questa terra selvaggia, ma indubbiamente anche le donne hanno avuto un ruolo fondamentale nell’ insediamento delle prime comunità stabili nella valle. Ne riporta una ricca documentazione la  JACKSON HOLE HISTORICAL SOCIETY & MUSEUM  (suggerita la visita al suo museo) nei cui archivi si trovano le testimonianze di Maggie Sullivan, Pearl Williams, Geraldine Lucas e altre ancora, vere pioniere che tra la fine del  XIX secolo e l’ inizio del XX furono le prime donne, superando enormi difficoltà, a poter chiamare Jackson “casa”.

Tra le altre visite suggerite segnaliamo sicuramente il NATIONAL MUSEUM OF WILDLIFE ART, museo fondato nel 1987 e unico nel suo genere perché raccoglie oltre 5000 opere (molte spettacolari sculture all’ aperto) provenienti da artisti di tutto il mondo, tra cui nomi come Georgia O’ Keeffe, Andy Warhol, John James Audubon, che hanno come tema comune la fauna selvaggia. Si trova appena fuori città, 5 minuti di auto, arroccato su una collina che domina il National Elk Refuge. Aperto tutto l’anno  dalle 9:00 alle 17:00, biglietto 15 $

Per chi invece cerca un pizzico di avventura (alla portata di tutti…) sicuramente il rafting potrebbe essere la scelta perfetta; tra le diverse agenzie presenti in città la DAVE HANSEN WHITEWATER & SCENIC RIVER TRIPS offre da oltre 50 anni percorsi di ogni livello, sia lungo le 8 miglia di “whitewater” (rapide più impegnative) dello Snake River Canyon che lungo le 13 miglia nella sezione più calma e scenografica del fiume, (“scenic float trip”). Durata delle escursioni circa 3h e 30’, costo da 82 $ a persona.

Per le attività assolutamente più rilassanti ricordiamo che Jackson è una rinomata località sciistica e che quindi, anche in estate, si può prendere la funivia Jackson Hole Aerial Tram, detta  the “Big Red”, che in 10 minuti porta a 3200 metri di altitudine da cui si gode un panorama mozzafiato di tutta la catena dei Monti Teton.  Altro consiglio di assoluto relax sono le piscine termali naturali di GRANITE HOT SPRING a meno di 1 ora a sud di Jackson, lungo la Highway189, aperte tutto l’ anno (in estate dalle 10:00 alle 20:00, fee di ingresso 8 $)

Rientro al Wort Hotel di Jackson, cena e pernottamento.

Oltre ai suggerimenti già segnalati per trascorrere una serata in città, da non mancare in estate il RODEO che si tiene alle 20:00, dal Mercoledi al Sabato, nell’ apposita area della Teton County Fair & Rodeo; non uno spettacolo “da turisti” ma cowboy dei circuiti professionistici , anche donne, che gareggiano nelle varie discipline sia con cavalli selvaggi (bronc riding, saddle bronc, calf roping…) che con i più pericolosi tori (bull riding). Le gare femminili sono quelle di corsa a cavallo attorno ai barili (barrel racing)  in cui è richiesta una abilità in sella e una sintonia con l’ “animale-partner” assolutamente straordinarie.


3° GIORNO:
JACKSON - YELLOWSTONE, ATTRAVERSO IL GRAND TETON -  70 miglia /1 h e 30’ di guida
Grand Teton National Park /Snake River

In pochi minuti di auto, seguendo il corso dello SNAKE RIVER, si arriva all’ accesso Sud del GRAND TETON NATIONAL PARK: oltre 1200 kmq di montagne imponenti dominate dai 4.199 metri della vetta più alta, quella del Mount Grand Teton appunto, “grande seno” in francese, cosi chiamato dai trapper franco-canadesi che esplorarono la regione per conto della North West Company ad inizio ‘800. Il parco, per chi ama questo tipo di paesaggio, è semplicemente straordinario. E’ aperto tutto l’ anno, 24h su 24 anche se i 3 visitor center al suo interno hanno orari variabili in base alla stagione e alcune strade di collegamento sono chiuse tra Novembre ed Aprile.  L’accesso costa 35 $ per l’ auto e   i suoi passeggeri; seguendo la dettagliata mappa fornita all’ ingresso si possono facilmente raggiungere tutti i principali view point. Inutile sottolineare che il parco offre una vasta scelta di sentieri e percorsi trekking di ogni difficoltà che potrebbero motivare la sosta di più giorni, ma sicuramente anche la sola visita di mezza giornata, dedicata alle sole “viste panoramiche”, in particolare quelle in cui le montagne si riflettono sul Jackson Lake, è assolutamente appagante.

Completata, nel pomeriggio, la visita del Grand Teton, seguendo la Teton Park Road si costeggia il lago , si incrocia la Highway 287 (J.D. Rockefeller Jr. Parkway) che viene seguita fino all’ ingresso Sud dello YELLOWSTONE NATIONAL PARK. L’ingresso nel parco costa 35 $ per veicolo e include tutti i passeggeri , vale 7 giorni consecutivi  e , come tutti i National Parks degli Stati Uniti, anche lo Yellowstone rientra nel programma “Annual Pass – America The Beautiful” , ideale per chi nel corso della vacanza vuol vistare più di 3 aree protette in quanto, con una tessera annuale del costo di soli 80 $ (acquistabile in qualunque parco presso i ranger) , si ha accesso a tutti i National Park e National Monument americani. Proseguendo all’ interno dello Yellowstone si arriva all’ OLD FAITHFUL INN LODGE, sistemazione per 3 NOTTI, solo pernottamento. Si tratta di un “Historic Landmark” costruito interamente in tronchi di legno e pietre locali, fra il 1903-1904. E’ la struttura in tronchi più grande al mondo e già l’ ingresso , con la sua spettacolare  e imponente hall, vale il soggiorno. Sistemazione nelle camere e pernottamento.

Per la cena si può scegliere tra i vari ristoranti delle strutture presenti nell’ area ; la Old Faithful Lodge Cafeteria & Bake Shop o la Old Faithful Inn Dining Room sono all’ interno dell’ hotel.


4° GIORNO:
VISITA DELLO YELLOWSTONE – 95 miglia (lower loop) /circa  3 h circa di guida

Inizia l’ esplorazione del primo Parco Nazionale istituito al mondo, 1 Marzo 1872, con una legge firmata dal presidente Grant; un’ area naturalistica unica in tutto il pianeta caratterizzate dall’ avere nel suolo sottostante quello che è, a tutti gli effetti, un “supervulcano”, una gigantesca caldera che costantemente da segno della sua presenza grazie ai numerosi geyser e sorgenti sulfuree che sono l’ attrazione principale del parco, assieme alla sua ricchissima fauna (bisonti, cervi, lupi, orsi, moltissimi uccelli e piccoli mammiferi). La sua estensione di circa 9000 kmq, più vasto della regione Umbria, rende necessario pianificare la visita in più giorni. Il parco ha 5 accessi (2 a nord e 1 per ciascuno degli altri punti cardinali);  al suo interno la strada forma un doppio anello, o “loop”, tutto assieme conosciuto come “GRAND LOOP”, che rende naturale suddividere le due giornate a disposizione in: visita dell’ anello a sud (lower) il primo giorno e quello a nord (upper) il successivo, o viceversa. Partendo dall’ Hotel, a  pochi metri, si trova una delle  attrazioni  più  famose,  ovvero l’ OLD FAITHFUL, un enorme geyser, tra i più conosciuti al mondo, che dà il nome alla zona nonché ad alcuni dei lodge. La sua caratteristica è quella di eruttare regolarmente ad intervalli di 60-90 minuti circa, con getti di acqua bollente che arrivano anche a 50 metri di altezza. I ranger ogni giorno espongono la tabella esatta dei tempi previsti per le eruzioni, che durano pochi minuti, ed è uno spettacolo imperdibile che attira ovviamente centinaia di turisti ogni volta. Proseguendo verso ovest sulla  Highway  191  si  oltrepassa per ben due volte il CONTINENTAL DIVIDE, ovvero lo spartiacque che separa il bacino idrografico nordamericano dividendo il corso dei fiumi che scorrono verso il Pacifico da quelli che scorrono verso l’ Atlantico; si arriva a costeggiare il YELLOWSTONE LAKE e successivamente lo YELLOWSTONE RIVER , da cui prende nome il parco (pare che il nome “pietra gialla / yellowstone” sia da attribuirsi ai primi trapper francesi che tradussero il “roche jaune”, roccia gialla, il termine che i nativi Minnetaree usavano per descrivere le rive giallastre del corso del fiume). Sosta obbligata per un’ altra icona del parco, ovvero lo spettacolare canyon e le cascate “upper” e “lower falls”, formate dal Yellowstone River. Proseguendo il circuito in direzione antioraria si segue la Norris Canyon Road verso ovest e infine nuovamente la 89 South /Grand Loop Road verso Old Faithful; lungo la strada, soprattutto sulla Hayden Valley, sono frequenti gli avvistamenti delle mandrie di bisonti (stimati sui 5000 capi all’ interno dei confini del parco) che sono perfettamente nel loro habitat. Ultima spettacolare tappa della giornata è quella presso GRAND PRISMATIC SPRING , la più grande sorgente calda degli Stati Uniti, a cui si accede con piattaforme di legno che ne percorrono il perimetro. I suoi strabilianti colori  giallo-arancio, che contornano il turchese dell’ acqua, sono dovuti a micro-organismi che vivono tranquillamente nelle alte temperature.

Rientro all’ Hotel – Cena e pernottamento. 


5° GIORNO:
VISITA DELLO YELLOWSTONE - 130 miglia (upper loop fino Gardiner) / 4 h circa di guida

Ultima giornata di visita dello Yellowstone dedicata all’ anello nord, seguendo la 89 North/Grand Loop Road verso Norris , dove c’ è un interessante museo sul parco in cui suggeriamo la sosta, cosi come è suggerito fermarsi in uno dei 5 Visitor/Information Center che si trovano distribuiti nelle diverse aree, per ricevere informazioni dai ranger sull’ avvistamento della fauna, sulle escursioni e attività possibili. A proposito dei ranger va sottolineato che anche le donne hanno avuto un ruolo fondamentale nel parco fin da poco dopo la sua istituzione: nel 1925 Marguerite Lindsay divenne la prima donna ranger in servizio permanente presso lo Yellowstone, e al contempo la prima ranger dell’ intero National Park System; poco tempo dopo,  nel 1931, Herma Albertson Baggley fu la prima donna naturalista a lavorare regolarmente nel parco scrivendo anche testi di botanica, ancora oggi di riferimento. Ma bisogna aspettare fino al 2019 per avere la nomina della prima donna “ranger capo” (chief ranger)  dello Yellowstone, Sarah Davis, una veterana con oltre 20 anni di servizio nel National Park Service che è al comando di una squadra di più di 700 persone nei massimi picchi stagionali.

Proseguendo il nostro itinerario in auto verso nord si arriva a MAMMOTH HOT SPRINGS , impressionate serie di cascate di acqua calcarea che fuoriesce costantemente dalle sorgenti termali e che si è calcificata nel corso dei secoli dando vita a queste formazioni straodinarie; proseguendo, sempre direzione nord, vale la visita presso GARDINER (siamo in Montana…)  della “North Entrance” del parco con l’ imponente arco di pietra edificato nel 1903 in memoria del presidente Theodore Roosevelt e che pende il suo nome. Chiudendo il loop si rientra verso    sud-est (volendo si può deviare leggermente da percorso e costeggiare la Lamar Valley, area solitamente ricca di mandrie di bisonti, una delle zone più selvagge di tutto lo Yellowstone)  per passare infine dal Canyon Village e di nuovo da Norris e Madison come già fatto per il lower loop il giorno prima.

Rientro in hotel, cena e pernottamento.


6° GIORNO:
DALLO YELLOWSTONE A CODY - 118 miglia /circa 2 h 50’

L’ uscita dal parco avviene attraverso l’ EAST ENTRANCE raggiunta costeggiando nuovamente lo Yellowstone Lake e immettendosi poi sulla US 14 , direzione Est. Arrivo a  CODY e sistemazione 2 NOTTI , solo pernottamento in una “historic room”, presso l’IRMA HOTEL; si tratta di un hotel storico a dir poco  leggendario, inserito nel National Register of Historic Places dal National Park Service in riconoscimento al suo contributo nello sviluppo storico e culturale dell’ America. Fu infatti edificato da “Buffalo Bill” William F. Cody, a cui la città deve il nome,nel 1902 e gli fu dato il nome di sua figlia IRMA . L’ hotel fu ampliato nel 1929 e 1976/1977 per la sezione sud-ovest.

Questo gioiello architettonico è rimasto intatto ed è ancora in piena attività. Si ha la possibilità di dormire nelle camere dove soggiornarono vere icone del West come il pittore Frederic Remington, la tiratrice di fucile Annie Oakley o nella suite personale di Buffalo Bill. All'Irma Hotel ogni dettaglio riporta il visitatore all’ epopea della Frontiera: il bancone di ciliegio donato al Colonnello Cody dalla Regina Vittoria, grande appassionata del suo spettacolo (il WILD WEST SHOW), gli interni rustici e sobri e l’immancabile appuntamento fisso che ricorre ogni giorno alle ore 18:00, quando si tiene lo show dei “Cody Gunfighters”. Prima visita di Cody lungo la sua strada principale, Sheridan Avenue, sulla quale si affacciano le principali attività commerciali.

Cena presso il ristorante dell’  IRMA HOTEL che offre un’ ampia selezione di piatti assolutamente ”western” come le sue famose “prime rib” (costolette) o la bistecca di bisonte, in una scenografia da film.


7° GIORNO:
VISITA DI CODY

Giornata interamente dedicata a Cody e il suggerimento è di iniziare con la sua attrazione principale, ovvero il BUFFALO BILL CENTER OF THE WEST, uno dei musei dedicati alla Storia del West più importante e ricco degli Stati Uniti, probabilmente “il museo” di riferimento su questo tema (affiliato allo Smithsonian di Washington DC)  che nel corso degli anni è diventato anche un centro di ricerche sia storiche che naturalistiche (da non dimenticare il vicino parco di Yellowstone…) . Fondato nel 1917 da Gertrude Vanderbilt Whitney, il cui nome racchiude da solo la sua storia, con lo scopo di preservare le gesta e la “visione” di Buffalo Bill Cody, nonché la sua ricca collezione di oggetti e testimonianze del West che nel tempo si è arricchita fino a diventare una raccolta di oltre 50.000 pezzi. E’ suddiviso in 5 sezioni tra cui una, ovviamente,  dedicata alla “vita e leggenda” di Buffalo Bill,  una ricca esposizione dedicata agli Indiani delle Pianure, Plain Indians Museum, un sezione sull’ arte del West, il Whitney Western Art Museum, con opere di artisti come Remington , Catlin, Bierstad e molti altri; c’ è poi la sezione naturalistica, la Draper Natural History Museum con quasi 2000 mq espositivi e interattivi legati soprattutto alla vicina regione dello Yellowstone e infine il Cody Firearms Museum, la più ampia collezione al mondo di armi costruite in America, con un’ incredibile selezione di armi del West da inizio ‘700 a tutto l’ ‘800.  Il museo è aperto tutti i giorni con orario estivo dalle 8:00 alle 18:00 e il biglietto costa $19.75 (ma ne vale il doppio se si considera che si accede praticamente a 5 musei diversi).  La visita richiede almeno mezza giornata, a prescindere dall’ interesse o meno sugli argomenti trattati nelle varie aree espositive. Un segnalazione particolare sul Museo, legata al tema di questo viaggio, ovvero non solo la commemorazione del voto alle donne ma anche il riconoscimento di figure femminili che hanno contribuito a costruire la Storia, nello specifico degli Stati Uniti ma nella maggior parte dei casi del mondo intero: all’ interno del Buffalo Bill Center of the West si trovano due capi di abbigliamento appartenuti alla celebre aviatrice Amelia Erhart che passò alcune estati in un ranch vicino a Cody (1934-1936) assieme al marito Carl Dunrud. Proprio il marito donò al museo, dopo la morte di Amelia (1937) , un giubbotto da aviatore utilizzato da lei durante la traversata atlantica in solitaria del Maggio 1932 e un altro giaccone di bisonte risalente al periodo delle guerre indiane, regalatole dal marito durante le visite in Wyoming.

Terminata la visita del Museo suggeriamo la sosta all’OLD TRAIL TOWN   appena fuori Cody. Non si tratta di una vera “ghost town” ma della “raccolta” di 26 edifici storici datati fra il 187-1901 , carri di pionieri, suppellettili e oggetti d’ epoca provenienti non solo da Cody o dal Wyoming ma da un po’ tutto il West, realizzata da Bob Edgar, ex-archeologo presso il Buffalo Bill Center of The West e appassionato di storia del West. Nel 1967 iniziò questa avventura collocando gli edifici dove era il sito originale di Cody secondo il progetto di Buffalo Bill e i suoi associati del tempo(1895) , quando decisero di fondare la città. Tra gli edifici, tutti perfettamente restaurati, ci sono “pezzi” interessanti come l’ abitazione dello scout di Custer, Curly, o il The Rivers Saloon. L’ effetto è quello di ritrovarsi in un set cinematografico ricordando però che qui è tutto vero.  Aperto in estate dalle 8:00 alle 18:00, biglietto 10 $

Ultimo importante suggerimento è quello di non perdersi, dopo quello di Jackson, uno dei rodei che si tiene regolarmente in estate a Cody, conosciuta anche come Rodeo Capital of The World”.  Dal 1919 con il “Cody Stampede” è iniziato in città quello che è , ad oggi, il programma di rodeo professionistico più longevo di tutti gli Stati Uniti e dal 1938 si tiene anche il cosiddetto “Cody Nite” Rodeo che coinvolge tutte le sere ,tra Giugno e Agosto, cowboys e cowgirls dei circuiti professionistici nelle varie discipline con cavalli, vitelli e tori; come nel caso di CASSIDY KRUSE , 21 anni da Gilette - Wyoming , campionessa di “barrel racing”, una delle sole 300 donne del circuito WPRA (Women’s Professional Rodeo Association).

Apertura dei cancelli dell’ arena (che si trova poco ad ovest della città, al 519 di West Yellowstone avenue) alle 19:00 e inizio alle 20:00, durata circa 2 ore, biglietto 20 $

Si può tranquillamente cenare dentro l’ arena con hot-dog, BBQ, sandwiches, hamburger e altre specialità americane.

Buffalo Bill Center of The West entrance


8° GIORNO:
DA CODY A DEVILS TOWER – 295 miglia / circa 5 h

Tappa di trasferimento verso la parte orientale del Wyoming; seguendo la Statale US-14 East /US16 East  (Greybull Highway)  e poi la 30 (Burlington Highway) ; si attraversano sterminate praterie che un tempo ospitavano decine di migliaia di bisonti, oggi lotti di terra privati adibiti per la maggior parte all’ allevamento del bestiame…ma il paesaggio mantiene il fascino dei grandi spazi e dei cieli di un azzurro irreale. Tappa suggerita per il pranzo BUFFALO che si raggiunge dopo circa 3 ore di guida. Questa località posta ai piedi delle Bighorn Mountains è la classica cittadina del “Wild West”; fondata nel 1879    il suo territorio è stato teatro di conflitti fra le tribù native Sioux, Arrapaho e Cheyenne  e l’ esercito americano che, per proteggere le carovane di pionieri diretti verso Ovest lungo il Bozeman Trail, insediò nella regioni diversi avamposti come il vicino Fort Phil Kearny, sito storico  e National Landmark che vale la breve deviazione  . Nella fine dell’ 800, e precisamente tra il 1889-1893, i crescenti contrasti tra agricoltori e allevatori di bestiame per la conquista della terra portarono a quella che è conosciuta come  “JOHNSON COUNTY CATTLE WAR” che ebbe un tragico epilogo al “TA” RANCH, poche miglia a sud di Buffalo. Consigliata una passeggiata lungo la MAIN STREET in cui sono affacciati tutti gli edifici storici che ospitano ancora le principali attività commerciali; suggerita assolutamente la visita dell’ OCCIDENTAL HOTEL in attività da140 anni e che ha mantenuto intatto il suo stile da “Old West”. Annovera fra i suo ospiti celebri personaggi dell’ epoca come Calamity Jane, Butch Cassidy , Buffalo Bill e un giovane Theodore Roosevelt, non ancora presidente. L’ hotel si può visitare e al suo interno c’ è anche un piccolo museo con reperti d’ epoca che rendono ancora più realistico questo tuffo nella storia.  Bellissimo il bancone del vicino Occidental Saloon che sembra preso dal set di un film western.

Conclusa la sosta si prosegue per Gilette /Morcroft  seguendo la Interstate I-90 East dopodiché, seguendo la US14 East e poi la  WY 24 North, si raggiunge il DEVILS TOWER LODGE godendo delle prime spettacolari vedute del primo Monumento Nazionale degli Stati Uniti. 1 NOTTE di sosta.

Sistemazione nelle camere e pernottamento.

Per la cena è consigliato il ristorante del lodge che offre in un ambiente informale ma piacevole un’ ottima cucina  americana “family style”. Attenzione: è “americano” anche l’ orario di cena, quindi per le 19:00 è consigliato presentarsi al ristorante !

Come dopo cena, per concludere in maniera spettacolare la giornata, suggeriamo qualcosa di alternativo ma assolutamente emozionante, ovvero la vista del fantastico cielo stellato sopra a Devils Tower che gode di una posizione privilegiata, con scarso in “inquinamento luminoso”, e quindi perfetto per osservare le stelle, in particolar modo la Via Lattea. Il tutto è reso ancor più suggestivo nel ricordare che questo luogo è stato il set di INCONTRI RAVVICINATO DEL III TIPO di Stephen Spielberg e la sequenza finale dell’ avvicinamento notturno dell’ astronave aliena, proprio alla base di Devils Tower, ha sicuramente incantato tutti  


GIORNO 9:
DA DEVILS TOWER A CHEYENNE – 302 miglia / 4h e 30’ circa di guida

La mattina è dedicata alla visita di DEVILS TOWER NATIONAL MONUMENT, primo National Monument degli Stati Uniti istituito nel 1906 per volere del Presidente Theodore Roosevelt che, fortemente legato a queste terre, ne intravide il grande valore naturalistico e culturale tanto da inserire questa “butte” (montagna piatta) del Wyoming tra le aree protette gestite dal National Park Service. L’ origine del nome è, come spesso accade, abbastanza incerta ma pare sia dovuta alla cattiva interpretazione tra quello che era il nome dato alla montagna dai Lakota e Cheyenne che la chiamavano “Matho Thipila” (Rifugio dell’ Orso) che venne erroneamente tradotto in “Bad God’s Tower (Torre del Dio Cattivo) nel corso di una prima esplorazione scientifica della zona nel 1875 e successivamente semplificato in “Torre del Diavolo”. Il valore geologico della Devils Tower è notevole in quanto si tratta del raro esempio di una “colata lavica fossilizzata”, il più grande esempio conosciuto al mondo; il magma fuoriuscito dalla terra milioni da anni fa ha creato, raffreddandosi e fossilizzandosi, una singolare formazione di rocce magmatiche dal profilo esagonale. Mecca dei free climber che si possono osservare frequentemente arrampicarsi sulle pareti della montagna. Sicuramente più suggestiva l’ interpretazione data dai nativi Cheyenne sull’ origine: i solchi sulle pareti della Devils Tower sarebbero stati lasciati dagli artigli di un gigantesco orso (in realtà una donna trasformata in orso…) che inseguiva un gruppo di guerrieri rifugiatisi, stremati, sopra una roccia; con l’ aiuto del Grande Spirito la terra sottostante si è sollevata impedendo all’ orso di raggiungere i guerrieri, nonostante i suoi tentativi di arrampicarsi, “graffiando” il terreno. Il luogo è terreno considerato sacro per le popolazioni native e spesso utilizzato per cerimonie.

L’altezza di Devils Tower è di 265 metri e la sua circonferenza alla base circa 1600 metri; c’ è un sentiero da percorrere a piedi di circa 2 km, alla portata di tutti, che consente di avere una completa prospettiva del “monumento” da ogni suo lato. Come per tutti i National Park/National Monument per la visita si paga l’ accesso per veicolo, che in questo caso è di 25 $ ed include ovviamente tutti i passeggeri; vale 7 giorni consecutivi. Da non perdere la sosta al Visitor Center in cui è ben spiegata la storia geologica della “torre” e del suo ambiente circostante che ospita, fra i tanti animali, numerose colonie di “prairie dogs”, cani della prateria, curiosi roditori imparentati con gli scoiattoli, molto frequenti in tutta l’area delle Grandi Pianure, dove formano delle vere e proprie colonie, le cosiddette “città”, scavando km di cunicoli sotto terra. Il loro avvistamento è pressoché garantito e sono probabilmente l’attrazione più apprezzata dai turisti nel suggestivo contesto di Devils Tower

Terminata la visita l’ itinerario si dirige verso sud; ci sono due strade possibili di stessa durata. Suggeriamo di ritornare su Gilette con la I-90 e poi seguire la Statale WY-59 South che attraversa THUNDER BASIN NATIONAL GRASSLAND, vasto tratto di prateria originale, preservata così com’ era migliaia di anni fa e sulla quale pascolano indisturbati branchi di antilocapre (wapiti).

Si arriva all’ altezza di DOUGLAS, storico snodo ferroviario con un interessante museo sull’ epopea dei primi pionieri della regione; stop per il pranzo. A sole 7 miglia da Douglas, con una breve deviazione, si trova il FORT FETTERMAN HISTORIC SITE, uno degli originali avamposti della “Frontiera Americana” in attività dal 1867 al 1882. Nato sul punto di congiunzione tra il BOZEMAM e l’ OREGON TRAIL , le due principali piste che i pionieri seguivano verso l’Ovest, si trasformò nel corso degli anni nella tipica città del “Wild West”; il sito conserva ancora alcuni degli edifici originali e merita senz’ altro la visita. Il viaggio prosegue verso CHEYENNE seguendo la Interstate I-25 South; arrivo nella capitale del Wyoming.

Sosta di 1 NOTTE , solo pernottamento, presso THE HISTORIC PLAINS HOTEL leggendario hotel in pieno centro cittadino aperto nel 1911, ospitando all’inizio prevalentemente uomini politici, importanti uomini d’ affari e comunque personaggi di rilievo dell’ epoca. Ha mantenuto il suo livello e il suo charme per oltre 100 anni restando il punto di riferimento per l’ ospitalità in città.

Sistemazione nelle camere e pernottamento.

Per la cena, tra le molte opzioni che Cheyenne offre, suggeriamo:

RIB & CHOP HOUSE: popolare e informale ristorante , facente parte di una catena che ha locali in diverse altre città del Wyoming, del Montana e a Denver, Colorado. Classici piatti della cucina americana in cui spicca l’ ottima carne, anche di bisonte (non poteva essere altrimenti in questa città…), vasta selezione di birre artigianali ma anche squisiti piatti di pesce.

In alternativa suggeriamo un autentico “Wyoming roadhouse” in perfetto stile western che abbina, nei week-end , piatti di cucina americana con ottima “honky-tonk” music dal vivo; si tratta del BUNKHOUSE BAR    


GIORNO 10:
VISITA DI CHEYENNE, TRASFERIMENTO A  LARAMIE, 65 miglia /1h e15’ circa

La mattinata è dedicata alla visita di CHEYENNE, capitale e più popolosa città dello Stato (circa 60.000 abitanti) fondata, com’ è storia comune per le città del West Americano, come avamposto di frontiera dell’ esercito in quelli che erano, al tempo, i poco esplorati “Territori del Dakota”. Il nome è ovviamente legato alla fiera tribù nativa che abitava la regione;  è diventato negli anni importante snodo ferroviario della UNION PACIFIC RAILROAD, ed infatti la stazione ferroviaria ed il suo museo, poco distante dal The Plains Hotel, meritano la visita. Per avere una completa panoramica della città è suggerito il tour denominato WILD WEST TOUR a bordo di di un piccolo tram arancione (trolley) che in 90 minuti offre con la guida/autista (solo in lingua inglese) una completa panoramica di tutte le principali attrazioni cittadine, tra le quali scegliere per un successivo approfondimento. Per avere, ad esempio, un’ idea sulla storia di Cheyenne e dello Stato suggeriamo la visita al WYOMING STATE MUSEUM cosi come è imperdibile la visita al OLD WEST MUSEUM collegato alle celebrazioni del FRONTIER DAYS il più grande rodeo & “western celebration” al mondo che si tiene ogni anno in città, per 10 giorni, verso la fine di Giugno (evento imperdibile per chi può pianificare il viaggio in questo periodo ma che richiede prenotazioni molto anticipate). Proseguendo la visita di Cheyenne sicuramente verranno notate, sparse un pò ovunque nel downtown cittadino, gigantesche sculture colorate a forma di stivale da cowboy; si tratta di un’ istallazione artistica voluta dalla “Cheyenne Depot Museum Foundation” dal curioso titolo “THESE BOOTS ARE MADE FOR TALKING”. Ciascun stivale è dipinto da un artista locale e “racconta una storia” che può essere ascoltata tramite un apposito audio-tour dell’ intera installazione. Restando in tema western, tappa di rito è anche quella del negozio di abbigliamento fondato nel 1892 (facente parte oramai di una catena con oltre 200 punti vendita negli USA), THE WRANGLER /Boot Barn,  posizionato nella centralissima Capitol Avenue.  Per rientrare nel tema femminile di questo itinerario, sosta sicuramente suggerita alle donne in viaggio è quella presso il COWGIRLS OF THE WEST, un emporio, un museo, un centro culturale molta attivo nella comunità. E sicuramente vale un attimo di attenzione in più la visita della statua di ESTHER HOBART MORRIS , di fronte al Campidoglio; prima donna Giudice di Pace negli Stati Uniti dove ricoprì questo ruolo per 9 mesi, nel 1870, presso South Pass City (Wyoming) e fu anche una delle maggiori attiviste che portarono alla conquista del diritto di voto alle donne in Wyoming prima di ogni altro Stato degli USA.

Dopo la pausa pranzo il viaggio torna “on the road” sulla Interstate I-80 West per circa 1h alla volta di LARAMIE, nome che evoca storia del West e trattati violati fra esercito americano e popolazioni native, in particolare i Sioux (trattati del 1851 e 1868).  Il sito storico dell’omonimo forte  (accesso gratuito), adagiato sulle rive del fiume Platte, risale al 1834 come avamposto privato per gli scambi commerciali (soprattutto pellicce) ;  è stato poi trasformato in uno dei principali quartier generali dell’ esercito degli Stati Uniti e fu di importanza strategica fondamentale durante tutto il periodo delle cosiddette “Guerre Indiane” (periodo cruciale tra il 1850/1890) . Definitivamente abbandonato nel 1890 , aveva dimensioni imponenti, una piccola città con gli alloggi ufficiali, le camerate dove dormivano i soldati, le stalle, l’ emporio… Oltre l’ originale perimetro del forte restano in piedi (in parte ricostruiti) edifici con all’ interno l’ arredamento e i suppellettili dell’ epoca per far immergere il visitatore in un pezzo di vera storia della Frontiera Americana. Nella vicina cittadina di Laramie sono presenti diversi musei come l’ ANTROPOLOGY MUSEUM  a cura dell’ Università del Wyoming che narra la storia delle popolazioni native della zona oppure il LARAMIE RAILWAY DEPOT, il museo della ferrovia che ricordiamo ha condizionato in maniera pesante la conquista del West. Ma sicuramente il museo a cui prestare attenzione in questa occasione è quello del WYOMING HOUSE FOR HISTORIC WOMEN.  La mattina presto del 6 settembre 1870, Louisa Ann Gardner Swain divenne la prima donna negli Stati Uniti a votare in base alla nuova legge che garantiva alle donne il diritto di voto, in piena uguaglianza civile con gli uomini. Questa legge era contenuta nel Wyoming Suffrage Act del 1869, il primo del suo genere in tutto il mondo. The Wyoming House for Historic Women è stata costruita nel 2003 per commemorare questi eventi straordinari che hanno dato al Wyoming il suo soprannome, "The Equality State”. Il museo documenta la storia della Signora Gardner Swain e di altre 12 donne dello Stato che hanno avuto un impatto sul mondo, tra cui Martha Symon Boies, la prima donna ufficiale giudiziario della Nazione, e Nellie Tayloe Ross, 14° Governatrice del Wyoming e prima donna eletta Governatrice negli Stati Uniti. E’ aperto solo in estate dal Giovedì al Sabato dalle 11:00 alle 17:00 e la domenica dalle 13:00 alle 16:00 (ma essendo gestito da volontari sempre molto disponibili si può provare a scrivere ai contatti mail riportati nel website in caso di visite fuori dai giorni e orari prefissati).  Sempre a Laramie si trova l’ AMERICAN HERITAGE CENTER e per chi volesse approfondire l’ argomento contiene moltissimi manoscritti e materiali originali tra cui articoli scritti dalla già citata Nellie Tayloe Ross .

Sistemazione 1 NOTTE , solo pernottamento vicino a LARAMIE presso il VEE BAR RANCH;  prima “assaggio” dell’ esperienza di ranch , in questo caso utilizzato solo come alloggio, pur lasciando aperta l’ opzione per qualche attività la mattina successiva….

Cena presso il VEE BAR RANCH


GIORNO 11:
DA LARAMIE A LANDER – 219 miglia / circa 3h e 30’ di guida

Prime ore della mattina a disposizione per attività legate alla vita di ranch, in particolare passeggiate a cavallo nel suggestivo scenario della National Forest di Medicine Bow.

 Pranzo al VEE BAR RANCH e successivo trasferimento in auto alla volta di LANDER; sosta di 1 NOTTE, solo pernottamento, presso HOLIDAY INN EXPRESS 

 Sistemazione nelle camere , cena in città  e pernottamento

 Suggeriti il COWFISH RESTAURANT, ottimi piatti di carne e vasta selezione di birre artigianali,  o gli ottimi hamburger del GANNETT GRILL


GIORNO 12:
LANDER – SOUTH PASS CITY – TURPIN MEADOW RANCH – 220 miglia / circa 3h e 50’ di guida

La giornata inizia raggiungendo South Pass City lungo la  Statale WY-28 South e proseguendo a sud lungo la WYOMING WOMEN’ S SUFFRAGE PATHWAY, 19 miglia di strada (in riferimento al 19° Emendamento…) che commemorano la conquista per le donne del Wyoming di questo diritto fondamentale . Proprio a SOUTH PASS CITY William Bright , un rappresentante della comunità locale, presentò nel 1869, su pressioni di sua moglie Julia (ma anche per attrarre più donne desiderose di stabilirsi e mettere famiglia nei territori del Wyoming) un disegno di legge sul suffragio femminile e sul diritto per le donne di ricoprire cariche pubbliche, al legislatore territoriale del Wyoming che fu poi approvato nel Dicembre 1869. Di conseguenza, la suffragetta ESTHER HOBART MORRIS , come già segnalato in precedenza, divenne la prima Giudice di Pace della città e la prima donna a ricoprire un incarico politico negli Stati Uniti. Il sito storico di South Pass City , uno dei più grandi del Wyoming, è formato da 24 edifici d’ epoca ,perfettamente conservati, di quella che fu una città mineraria fondata nel 1867 in seguito alla scoperta dell’ oro nella regione (arrivò ad avere in poco tempo più di 2000 abitanti…poi passata rapidamente a “ghost town” con l’ esaurirsi della miniera) . E’ APERTO SOLO IN ESTATE e tra le strutture storiche visitabili (biglietto di ingresso 5 $ a persona)  ci sono il saloon, la scuola, varie abitazioni e il negozio di giornali di Edward Archibald Slack, figlio della signora Morris, dove adesso è esposta la storia che ha portato al suffragio universale in Wyoming. 

Ripreso il cammino in auto lungo la WY-28 North e la Highway-287 North, sosta successiva prevista vicino a FORT WASHAKIE (dal nome di un capo Shoshone molto influente e grande sostenitore dell’ integrazione e convivenza fra nativi e “uomini bianchi”…) nel cimitero della WIND RIVER INDIAN RESERVATION, riserva della tribù Shoshone, dove è sepolta SACAJAWEA, una delle donne più famose di tutta la storia Americana.  Sacajawea è la donna Shoshone che accompagnò gli esploratori Lewis e Clark nella loro epica spedizione voluta dal presidente Jefferson per esplorare il selvaggio Nord Ovest dei territori americani dell’ epoca, 1804-1806;  lei, poco più che bambina, giocò un ruolo fondamentale come interprete con le popolazioni native incontrate dalla spedizione durante il cammino, contribuendo al successo di quell’ impresa . Il cimitero prende il suo nome e una statua che la rappresenta ne segna l’ accesso, mentre la tomba vera e propria è abbastanza anonima, assieme a quella di molte altre persone della sua tribù.

Nota curiosa: sulla data di morte della lapide è indicato l’ anno 1884 mentre la storia ufficiale riporta il suo decesso al 1812; storie trasmesse oralmente dalla tribù Shoshoni raccontano che in realtà Sacajawea non sia morta in quell’ anno ma sia vissuta molto a lungo, cambiando negli anni il suo nome in “Porivo” e tornando infine nella sua terra natale dove è morta nel 1884.

Ultimo tratto in auto della giornata seguendo la Statale 26 West /Highway US-287 North fino a raggiungere Moran,  località non lontana dai Monti Teton, nel mezzo della Bridger-Teton National Forest, dove si trova il TURPIN MEADOW GUEST RANCH  ; il ranch ha una storia importante dato che                            l’ insediamento originale risale al 1887 quando Dick Turpin edificò la sua prima capanna di tronchi e nel 1932 il luogo fu pronto per accogliere i turisti.  Qui si presenta l’ opportunità di vivere 3 GIORNI da “cowboy o cowgirl” grazie alle attività offerte da questo spettacolare guest ranch. Il miglior modo per concludere in perfetto “western style” questo itinerario.

Per gli ospiti che soggiorneranno nel caratteristico main lodge (tutto costruito in tronchi di legno) onelle ancor più caratteristiche “cabins”, sempre tutte in legno ma con ogni comfort, c’ è la possibilità di effettuare numerose attività da scegliere in loco per vivere il magnifico contesto naturalistico in cui è inserita la proprietà; classiche passeggiate a cavallo da 2 ore a mezza giornata, accompagnati da esperte guide /istruttori di equitazione, pesca a mosca , escursioni in aree altrimenti inaccessibili dei vicini parchi di Grand Teton e Yellowstone, mountain bike, rafting ed altro ancora. Il ristorante del ranch offre una cucina eccellente con piatti di carne , di pesce di fiume (trote dell’ Idaho /salmone) e materie prime a “miglio zero”.


DAL GIORNO 12 AL GIORNO 15:
SOGGIORNO AL RANCH

3 NOTTI presso il Turpin Meadow Guest Ranch, trattamento base di solo pernottamento; il ranch richiede una sosta minima di 3 giorni che anche per nostro consiglio è il minimo lasso di tempo necessario per apprezzare ed integrarsi nell’ esperienza della vita del ranch. In alternativa si può prevedere per il giorno 12 nuova sosta di 1 sola notte presso Jackson Hole e l’ indomani riconsegna auto in aeroporto e volo di collegamento per altro aeroporto americano con proseguimento vacanza in altra località o rientro in Italia.


GIORNO 15:
RIENTRO SU JACKSON HOLE AIRPORT – 35 miglia, circa 50 minuti

Rientro su Jackson Hole Airport , riconsegna dell’ auto a noleggio e imbarco sul volo di collegamento per uno dei principali hub americani; da qui la possibilità di proseguire il viaggio in un’ altra città degli USA o rientrare con volo in coincidenza in Italia.

L’ itinerario presentato può essere integrato e ampliato con altre tappe (sempre in auto, magari con presa e rilascio il località differenti) nei territori del “Great American West”, coinvolgendo i vicini Stati di Montana, Idaho , North e South Dakota.


INFO UTILI

STAGIONALITA’ 
Itinerario prettamente estivo anche se alcune delle tappe toccate, come lo Yellowstone, offrono spettacolari occasioni di viaggio anche in pieno inverno; periodo consigliato: da fine Maggio a fine Settembre.

ALLOGGI
A parte quelli suggeriti nell’ itinerario c’ è una vasta gamma di opportunità che va dal semplice motel, al lodge esclusivo, al ranch o al “glamping”, formula ideata abbastanza recentemente di campeggi di lusso (“glamour-camping”) posizionati in contesti naturalistici straordinari.

DIFFICOLTA’
Nessuna segnalazione particolare da fare; pur nella vastità dello Stato il percorso non prevede chilometraggio giornaliero impegnativo; la condizione delle strade in estate è ottima e la guida assolutamente piacevole, attraversando paesaggi straordinari.

SICUREZZA
La storia dello Stato, che ne dimostra la vocazione al rispetto dei diritti fondamentali, la scarsità di popolazione (poco più di 500.000) e comunque lo spiccato senso di ospitalità e accoglienza dei suoi abitanti nei confronti dei turisti, rende assolutamente sicuro viaggiare lungo questo itinerario. Le uniche insidie, assolutamente gestibili con un minimo di buon senso e di rispetto delle regole, sempre ben segnalate, sono quelle dovute all’ avvistamento e approccio con la numerosa fauna selvaggia che è uno dei motivi principali di visita. Quindi meta ideale anche per donne che viaggiano in coppia o da sole.

IL PREZZO INDICATO è a persona in  camera doppia e comprende:
Tutto quanto indicato nel programma, ovvero auto a noleggio, le notti in camera doppia nelle sistemazioni indicate con trattamento di solo pernottamento e assicurazione medico bagaglio di base (10.000 Euro copertura medica/1000 Euro bagaglio)

Il prezzo NON comprende: tutto quanto non espressamente indicato nel programma come voli, ingressi ai parchi, musei e monumenti, pasti, escursioni, attività suggerite nel soggiorno al ranch,

 

 

Scheda tecnica

Dove
Stati Uniti
Come
Fly & Drive, Tour
Chi
Amici in vacanza, Coppie, Famiglia, Sposi
Durata
Da 11 a 16 giorni
Perchè
Cultura, Natura
Sistemazione
Sistemazione come da programma
Quando
Aprile, Maggio, Giugno, Luglio, Agosto, Settembre, Ottobre
Servizi inclusi
Trasferimenti come da programma, Trattamento come da programma, Assicurazione assistenza spese mediche/bagaglio
Speciali
Esclusiva Be Travel
info Scrivici per informazioni
(Es.: 31/05/1970)


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